Archivio di gennaio 2013
Il Gibna Bayda
Il Gibna Bayda è un formaggio a pasta molle del Sudan prodotto con latte ovino, caprino o vaccino e caglio vegetale derivante dall’enzima estratto dalle bacche del Solanum Dubium.
Il Solanum Dubium è una pianta della famiglia delle Solanacee (come la patata, il pomodoro e la melanzana) ed è localmente chiamata Jubein. Cresce nell’aria occidentale del Sudan (Darfur) ed è una pianta infestante che fiorisce nella stagione delle piogge (da giugno ad agosto) e produce frutti in gennaio. Questi ultimi sono rivestiti di un involucro spinoso ed essendo amari non sono adatti come nutrimento per gli animali per cui i contadini sudanesi utilizzano l’enzima delle suddette bacche per la coagulazione e la produzione del tradizionale formaggio a pasta molle.
Dall’Enciclopedia Utet: Solanum: Importante genere di erbe, arbusti, alberi, o piante rampicanti della famiglia delle Solanacee, comprendente circa 1500 specie delle regioni temperate o tropicali di tutto il mondo. Sono piante a foglie alterne, semplici o composte; hanno infiorescenze ascellari oppure opposte alle foglie; i fiori sono gamosepali e gamopetali, con corolla generalmente rotata o campanula-svasata di colore bianco, azzurro, viola o giallo, spesso vistosa; gli stami sono tipicamente 5 con le antere riunite intorno al pistillo a formare una specie di cono; l’ovario, biloculare, contiene molti ovuli; il frutto è una bacca.
TECNICHE PRODUTTIVE
Quindici, venti bacche di Jubein vengono inizialmente sbriciolate in 250ml di acqua e, dopo 5 minuti, l’estratto viene sgocciolato ed aggiunto a 20kg di latte già salato in precedenza. Il tempo necessario alla coagulazione è di circa 2 ore. Successivamente la cagliata viene tagliata e lasciata in immersione per poi essere pressata e scolata dal siero che sarà riutilizzato per la conservazione del prodotto in contenitori ermetici.
Il Gibna Bayda risulta un formaggio molle, acidulo, piuttosto amaro e di consistenza friabile. Viene solitamente tagliato in cubetti di 10x10x10cm.
Date alcune sperimentazioni si è notato come il potere coagulante vari in base all’estrazione dell’enzima, al periodo di ammollo in acqua ed all’azione del calore sull’enzima stesso.
Numerosi ed interessanti studi sono stati condotti sul Gibna Bayda. Ve ne segnaliamo alcuni:
–Pakistan Journal of Nutrition: http://www.pjbs.org/pjnonline/fin1876.pdf
–Australian Journal of Basic and Applied Sciences: www.ajbasweb.com/ajbas/756-762.pdf
Fonti:
-Tesi di laurea in SCIENZE E CULTURA DELLA GASTRONOMIA E DELLA RISTORAZIONE “Utilizzo dei coagulanti vegetali nella produzione di formaggi tipici” di Lucia Menti, Università di Padova a.a. 2009/2010
-”Traditional Cheesemaking manual” O’Connor C.B. 1993, ILCA (International Livestock Centre for Africa) Addis Abeba, Ethiopia
-“Grande dizionario enciclopedico Utet” fondato da Pietro Fedele, 3°ed., vol XVII (c) 1972-Unione Tipografico-Editrice Torinese


