La Fattoria Lischeto
Nell’ambito della manifestazione enogastronomica Cheese 2013 svoltasi a Bra, in provincia di Cuneo, dal 20 al 23 settembre abbiamo incontrato il casaro della Fattoria Lischeto situata sulla strada provinciale del Monte Volterrano a Volterra (PI).
Punto cardine dell’azienda è il pecorino delle balze volterrane, un formaggio prodotto esclusivamente con caglio vegetale Cynara Cardunculus e latte ovino crudo ed intero, proveniente da allevamenti situati nell’Alta Val di Cecina. Da ormai 25 anni il particolare e caratteristico processo produttivo rimane il medesimo. Il latte crudo viene dapprima termizzato a 38,5°, non pastorizzato, e successivamente subisce l’aggiunta di fermenti che lavorano per circa 20 minuti. In seguito viene ubicato in frigo per far sì che lo sbalzo di temperatura blocchi la fermentazione e, solo a questo punto, viene aggiunto il caglio di origine vegetale che provvede alla coagulazione. Da una ricerca storica avente origine nell’Antica Grecia, passata poi per le radicate tradizioni sarde, nasce questa ricetta così unica che trova nei consumatori dei veri e propri clienti affezionati.
Il prodotto presenta profumi persistenti con sentori di erbe aromatiche e fiori mentre il sapore è dolce e sapido con retrogusto che tende ad essere più insistente dopo l’invecchiamento acquisendo piccantezza.
I primi riferimenti storici risalgono al lontano Medioevo dove grandi letterati ed umanisti, come Pantaleone da Confienza, già citano questo formaggio nei loro trattati. Nel 1700 poi troviamo interessanti scambi di missive tra il letterato Mario Guarnacci di Volterra ed un suo allievo il Salvini dove già si evince un grande amore per questo “cacio volterrano”. In una lettera compare la seguente citazione “Cacio segnato coll’Etrusca Luna che ha che far con quello di Volterra? Ogni cacio egli cuopre oscura e atterra, e tutti i pregi in sé de caci aduna…”
Attualmente non si riscontrano particolari difficoltà nel commercio del pecorino a caglio vegetale proprio perché l’azienda si presuppone di educare il cliente ad un consumo consapevole proponendo formaggi ma anche pasta ed olio biologici. Obiettivo per il futuro è, per l’appunto, l’ottenimento della certificazione BIO per il pecorino delle balze volterrane, ma intanto non manca la partecipazione a fiere di interesse nazionale proprio come Cheese o la Fiera del vegetariano di Gorizia.
“Concludo con una ricetta da provare assolutamente” ci dice il casaro “Prendete del pane rustico o dei crostini e stendeteci sopra delle fettine di zucchine condite con olio, sale, poco pepe e aceto balsamico e completate con il pecorino tagliato a scaglie. Una bontà!”
Per ulteriori informazioni:
Fattoria Lischeto
www.agrilischeto.com
La Gastronomia Beltrami
Nell’ambito della manifestazione enogastronomica braidese Cheese 2013, tenutasi dal 20 al 23 settembre, abbiamo incontrato i proprietari della Gastronomia Beltrami.
L’azienda, situata a Cartoceto (PU) nelle Marche, nasce con l’idea di rispettare e riscoprire le tradizioni perseguendo, tuttavia, una linea innovativa e moderna al fine di proporre prodotti particolari ed unici frutto di meticolose lavorazioni e cura nell’affinamento. Maestro affinatore è Vittorio Beltrami.
“La volontà di iniziare a produrre formaggi a caglio vegetale” specifica la standista “nasce con una mirata richiesta dei consumatori che per scelta hanno optato per il vegetarianismo”. Così proprio da quest’anno l’azienda produce un pecorino a pasta tenera e caglio vegetale, estratto dal cardo selvatico Cynara Cardunculus, ed un caprino a caglio di fico avvolto ulteriormente nelle foglie stesse del fico chiamato, ironicamente, “Figata”. “La Figata, viene prodotta con caglio autoprodotto estratto dalle piante di fico di nostra proprietà e latte caprino ricavato dalle nostre capre lasciate allo stato brado” puntualizza la standista. Ottime anche le ricette consigliateci: il pecorino è delizioso sbriciolato sugli spaghetti, a scaglie sulla frittata o sulle melanzane alla parmigiana; il caprino si accompagna molto bene con la frutta secca o i fichi a crudo oppure è perfetto per mantecare il risotto.
Per ulteriori informazioni:
Gastronomia Beltrami
www.gastronomiabeltrami.com
Intervista a Gino Magro di Valsana
Nell’ambito della manifestazione enogastronomica Cheese 2013 svoltasi a Bra, in provincia di Cuneo, dal 20 al 23 settembre abbiamo incontrato Gino Magro dell’azienda di distribuzione Valsana.
“Noi siamo selezionatori, non solo distributori” esordisce il signor Gino “ovvero ricerchiamo e scegliamo di proporre prodotti con un giusto rapporto tra qualità e prezzo, valorizzando principalmente quelle realtà produttive che abbiano una stretta attinenza al territorio”. Certamente è oltresì alta l’attenzione per il consumatore a cui costantemente si cerca di dare ascolto per soddisfarne richieste ed esigenze specifiche, ma il leitmotiv aziendale rimane l’emozione. “Un prodotto da noi accuratamente selezionato deve esprimere sentimento, deve far emozionare noi ed i nostri clienti. Non bastano la cura e la meticolosità nella catena di produzione, abbiamo bisogno di una storia da ascoltare e tramandare di conseguenza”.
L’avventura con i prodotti a caglio vegetale inizia 10/12 anni fa circa con un’esperienza di importazione del Quejo Serpa portoghese attuata principalmente per una curiosità di origine geografica. Esperienza terminata, poi, dopo solo due anni per gli elevati ed insostenibili costi di importazione. Tuttavia questo scambio commerciale è stato l’input che ha fatto sì che l’interesse per i prodotti a caglio non tradizionale rimanesse vivo sino ad incontrare, in tempi più recenti, le richieste specifiche dei consumatori. “C’è ancora poca conoscenza di cosa sia il caglio vegetale e quali siano le differenze con il caglio animale e solamente il 2% dei nostri clienti avanza esigenze mirate a questo proposito, ma ci sono i presupposti per l’inizio di una ricerca consapevole grazie anche al diffondersi del vegetarianismo” puntualizza il signor Magro. Nel nostro Paese attualmente è molto più sentita l’attenzione per i formaggi a latte crudo mentre in Portogallo il caglio vegetale può tranquillamente definirsi tradizione, normalità non particolarità. Si spera, pertanto, in un futuro prossimo nell’incremento delle vendite di prodotti a caglio non animale guardando agli altri Paesi europei e nell’accrescimento di una specifica consapevolezza nell’acquisto di tali prodotti. “Nostro compito è quello di perseguire la ricerca della qualità sensibilizzando il cliente ed indirizzandolo alla scelta di prodotti validi ed anche unici, prodotti che sappiamo raccontare una storia e regalare un’emozione” conclude Gino Magro.
Per ulteriori informazioni:
Valsana S.r.l.
valsana@valsana.it
www.valsana.it
Presentato a Cheese il formato 250g del Gran Kinara
Il Caseificio Fattorie Fiandino di Villafalletto (CN) presenta a Cheese 2013 il nuovo formato da 250g del formaggio a lunga stagionatura Gran Kinara.
Sabato 21 Settembre nell’ambito dell’ottava edizione della manifestazione enogastromica braidese Cheese, Mario ed Egidio Fiandino del Caseificio Fattorie Fiandino di Villafalletto hanno presentato, in collaborazione con l’ONAF (organizzazione nazionale assaggiatori di formaggi) il nuovo formato da 250g del formaggio Gran Kinara. Prodotto leader nelle vendite aziendali ed unico al mondo nel suo genere, è a lunga stagionatura ed utilizza caglio vegetale di cardo selvatico Cynara Cardunculus. “L’idea di proporre un formato ridotto, rispetto al tradizionale 500g” puntualizza Mario Fiandino “nasce dalla volontà di favorire l’acquisto del prodotto anche da parte di nuclei familiari ridotti abituati a piccoli consumi, ma senza rinunciare alla qualità”. Il packaging si presenta semplificato e pratico ma persistono l’assenza di lattosio e di conservanti.
Già disponibile al “Lou Negosi n.1”, spaccio aziendale del caseificio, sarà reperibile a breve anche presso gli altri punti vendita.
In foto da sinistra: Egidio Fiandino, Piercarlo Adami (presidente Onaf), Elio Ragazzoni e Mario Fiandino.
Il Caseificio Fiandino tra i “Locali del buon formaggio” 2013
I cugini Mario ed Egidio Fiandino del Caseificio Fiandino di Villafalletto (CN) ricevono il premio “Locale del buon formaggio” 2013 nell’ambito dell’ottava edizione della manifestazione enogastronomica braidese Cheese.
Domenica 22 Settembre al Teatro Politeama di Bra (CN) si è svolta la premiazione dei “Locali del buon Formaggio” 2013 in collaborazione con Slow Food e ONAF, organizzazione nazionale assaggiatori di formaggi. Sul palco personalità rilevanti come Walter Burdese, Piero Sardo ed Elio Ragazzoni hanno introdotto l’assegnazione dei riconoscimenti sottolineando l’importanza di preservare la ricerca di prodotti d’eccellenza e difendere il lavoro dei piccoli produttori che quotidianamente e da molti anni educano il consumatore alla scelta di formaggi e prodotti caseari di prima qualità. Un premio che nasce dalla volontà di individuare i locali italiani comprensivi di esercenti e ristoratori in cui reperire specialità casearie figlie della tradizione ma attente all’innovazione. A questo proposito nasce la novità dell’anno: un’applicazione per Iphone e Android in cui sono registrati, per l’appunto, i suddetti locali al fine di facilitarne la localizzazione anche da parte di visitatori e turisti.
Dopo un viaggio attraverso tutte le regioni italiane, spicca in Piemonte il Caseificio Fiandino di Villafalletto (CN), premiato per il costante impegno nell’attività di commercio nello spaccio aziendale “Lou Negosi n.1” e nel proporre formaggi prodotti secondo le tradizioni e le antiche ricette di Nonno Magno, ma tuttavia anche attente ai consumatori che per scelta etica o indole religiosa prediligono il caglio vegetale a discapito di quello tradizionale di natura animale.
In foto Mario Fiandino con alcuni degli altri premiati piemontesi.
Intervista a Fabio De Juliis del Caseificio De Juliis
Quest’oggi incontriamo il signor Fabio De Juliis del Caseificio De Juliis Enio & Figli SNC situato a Roma.
La storia dell’azienda ha inizio quando, negli anni ’50, nonno De Juliis acquista i terreni dove attualmente i suoi discendenti vivono e lavorano. Una famiglia dedita al lavoro prima come pastori e casari, ora come artigiani casari e produttori di caglio vegetale.
“Realizziamo 15 tipi di formaggi” ci racconta il signor Fabio “sia a latte crudo che pastorizzato fra cui Ricotte sia fresche che salate, Pecorini sia freschi che stagionati, Canestrati, Caciotte e Caciottoni, Primi sale, Soldo di Cacio, Pecorini affinati al vino rosso, alle foglie di noci ed al fieno, Mozzarella di Pecora, Scamorze di Pecora, Caciotta Genuina Romana prodotto tipico, Pressato a Mano di Columella prodotto tipico, realizziamo con Caglio Vegetale il Caciofiore della Campagna Romana di Columella prodotto tipico e presidio Slow Food e la Ricotta derivata dal siero del Cacio fiore che realizziamo grazie alla Cooperativa Sociale “La Nuova Arca” la quale coltiva le nostre terre con Caglio Vegetale di Cardo Bio “PRODOTTO BIOLOGICO IN CONVERSIONE OPER.CONTR.IT066G2115 ATTEST. n°. 268 DEL 24-11-2011” allo stato puro e vendiamo sia a privati che ad aziende”.
La scelta di produrre un formaggio a caglio vegetale non è stata, in realtà, un’esigenza di mercato, ma più che altro il proseguimento di una tradizione familiare consolidata. “Già mio nonno e mio padre, nei mesi caldi e prevalentemente estivi, erano soliti utilizzare i cardi per indurre la cagliata” puntualizza Fabio “poi all’inizio degli anni 2000, grazie ad un progetto di Slow Food e della Camera di Commercio di Roma, abbiamo iniziato a realizzare il Caciofiore della Campagna Romana di Columella divenuto prodotto tipico e presidio Slow Food”.
La produzione ha riscontrato inizialmente alcune difficoltà come la resa bassa sia per il formaggio che per la ricotta ed il lungo tempo di cagliata, ma gli sforzi sono stati ampiamente ripagati poiché il Caciofiore è stato accolto con entusiasmo da consumatori e rivenditori al dettaglio che mirano alla qualità, alla tipicità ed alla sostenibilità e ad offrire un prodotto valido ed adatto anche per coloro che seguono un regime alimentare di tipo vegetariano.
“L’unico aspetto negativo riscontrato in questi anni” prosegue il signor Fabio “è stato il fatto che alcuni produttori abbiano tentato di imitare ed introdurre sul mercato un prodotto come il Caciofiore, ma di scarsa qualità e senza alcun tipo di certificazione!”. A questo proposito puntualizziamo, come già fatto in precedenza, che è bene informarsi sulla provenienza e sul processo produttivo del prodotto che andiamo ad acquistare per evitare di finanziare un mero e fasullo commercio solito ad impiegare caglio di tipo microbico o di altra origine che viene poi indicato come vegetale ingannando il consumatore. Ricordiamo che in Italia non vi è ancora alcuna legge che obblighi alla precisa indicazione in etichetta del presame utilizzato per cui è compito dell’acquirente prestare la massima attenzione.
I formaggi a caglio vegetale presentano, a differenza di quelli a caglio animale, caratteristiche olfattive come i sentori di erba, “prato” e note gustative particolari come il retrogusto amaro dato dall’impiego del cardo. “A questo proposito” riprende il signor Fabio “sono stati condotti degli studi dall’università di scienze gastronomiche di Pollenzo e dalla Camera di Commercio di Roma che analizzano dal punto di vista organolettico e sensoriale il Caciofiore”. Studi che hanno notevolmente contribuito alla credibilità dei formaggi a caglio vegetale ancora poco conosciuti dalla fascia media dei consumatori e che mirano alla diffusione di una cultura specifica su tali prodotti in modo da rendere l’acquirente pienamente consapevole delle scelte gastronomiche che intende compiere. “Naturalmente sono di primaria importanza e devono rimanere tali la bontà, la qualità, la stagionalità e la biodiversità dei prodotti per far sì che si stabilisca un ottimo rapporto di fiducia con il cliente” afferma il signor Fabio.
Per il futuro il Caseificio De Juliis ha in serbo novità sia per quanto riguarda la schiera di formaggi a caglio tradizionale sia per quanto concerne quelli a caglio vegetale. Nel frattempo è possibile reperire gli attuali prodotti dell’azienda nell’ambito di mercatini e manifestazioni sul territorio romano, ma anche sul territorio nazionale sia come caseificio in sé sia con l’Associazione dei Formaggi Storici della Campagna Romana che con Slow Food.
Per ulteriori informazioni:
Caseificio De Juliis Enio & Figli SNC
Via G.G.Mendel n° 151 00134 Roma (Italia)
Tel: 0039 06 7139146
info@caseificiodejuliis.it www.caseificiodejuliis.it
Facebook: Caseificio De Juliis
Gnocchi di zucca con fonduta di Ottavio e semi di zucca tostati
La food blogger Elisa Iallonardi (www.saporidielisa.it) ci spiega quest’oggi una ricetta con l’Ottavio, il formaggio a caglio vegetale delle Fattorie Fiandino di Villafalletto (CN).
Ingredienti per 4 persone
– 500 g di patate
– 200 g di zucca (pesata al netto di buccia e semi)
– 200 g di farina di grano tenero 0 (più altra farina per impastare e per la spianatoia)
– 1 uovo
– 100 g (circa) di Ottavio pichin
– 1/2 bicchiere di latte
– semi di zucca
– sale
– aglio orsino per guarnire
Procedimento
Mondare la zucca e cuocerla in forno a 180° per una trentina di minuti (o comunque finché sarà morbida e asciutta). Schiacciarla con uno schiacciapatate.
Visto che la temperatura e il tempo sono gli stessi, in forno tostare anche i semi di zucca, precedentemente puliti, allargati su carta da forno e conditi con un pizzico di sale.
Lavare e lessare le patate con la buccia. Quando saranno morbide scolarle e schiacciarle nello schiacciapatate (se usate il passaverdure, pelatele prima).
Unire la zucca e le patate, allargarle sulla spianatoia e farle raffreddare. Unire l’uovo e la farina e iniziare ad impastare, aggiungendo altra farina di tanto in tanto: bisogna ottenere un impasto compatto, non appiccicoso, ma morbido.
Tagliare un pezzo di impasto e con esso formare un lungo cilindro che va poi tagliato a cubetti. Procedere così fino ad esaurire l’impasto. Infarinare e passare ogni cubetto sui rebbi di una forchetta, in modo da formare degli gnocchi rigati.
Mettere il latte a bagno maria e quando è caldo unirvi il formaggio L’Ottavio tagliato a cubetti. Mescolare di tanto in tanto e lasciar sciogliere completamente il formaggio. Spegnere il fuoco e tenere in caldo.
Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata: quando vengono a galla sono pronti e devono essere scolati. Condire gli gnocchi con la fonduta e guarnire con i semi di zucca tostati e un pizzico di aglio orsino.
Se preferite potete aggiungere del formaggio grattugiato: io ho preferito lasciar che si sentisse completamente il gusto della fonduta.
BUON APPETITO!
Intervista ad Elisa di www.saporidielisa.it
Oggi facciamo due chiacchiere con Elisa Iallonardi, food blogger partecipante al Contest Fattorie Fiandino 2012 nonché creatrice di Sapori di Elisa.
Diventata food blogger senza nemmeno conoscere nello specifico questo termine, Elisa è da sempre appassionata di cucina ma a ciò unisce molto di più: il piacere della letteratura. “Cominciamo dal principio: sono appassionata di cucina, praticamente da sempre, quindi mi sono diplomata all’istituto alberghiero e ho fatto qualche esperienza in campo ristorativo; per una serie di motivi, tra cui la passione per la letteratura, mi sono iscritta all’università e mi sono laureata in lettere moderne e contemporanee, pur non abbandonando il mio primo interesse e continuando a cucinare per hobby. E’ stato proprio per coltivare le mie due passioni, che nel 2010 ho deciso di aprire un sito di cucina, per poter condividere le mie ricette con amici e parenti, e per parlare del cibo nella letteratura e di quei romanzi caratterizzati dal tema gastronomico. Nel 2011 ho poi trasformato il sito in un blog, ma ero assolutamente inconsapevole del fatto che ce ne fossero altri migliaia ed è stata una piacevole sorpresa scoprire, pian piano, questo mondo, evolvermi, sviluppare nuove idee, nuove rubriche, comprendere quanto sia importante una bella fotografia per rendere onore a un piatto e di conseguenza appassionarmi di food photography” ci racconta.
Immediatamente successiva è la curiosità per i concorsi soprattutto per mettersi alla prova e sperimentare nuovi prodotti. Grazie al consiglio di una cara amica Elisa non esita dunque ad iscriversi al contest Fattorie Fiandino. “I prodotti inviati dall’azienda in dotazione dei partecipanti erano: il Burro 1889, il Burro 1889 salato, il Gran Kinara, il Lou Blau, il Lou Bergier e l’Ottavio pichin. Con il burro e il burro salato ho preparato dei croissant, con l’Ottavio pichin degli gnocchi di zucca con fonduta di Ottavio e semi di zucca tostati, con il Lou Bergier una millefoglie di pane carasau con speck, Lou Bergier e pesto di broccoli, mele rosse e nocciole e con il Gran Kinara bucatini con Gran Kinara e pepe. La ricetta che ho preferito e maggiormente mi ha dato soddisfazione è stata quella degli gnocchi di zucca con fonduta di Ottavio e semi di zucca tostati (n.d.r. che sarà pubblicata a breve)” prosegue Elisa.
Prodotti d’eccellenza e qualità e formaggi esclusivamente a caglio vegetale per promuovere un consumo consapevole ed etico.
“Conoscevo alcuni dei prodotti che avevo a disposizione avendoli precedentemente reperiti dal mio formaggiaio di fiducia, ma in realtà non avevo ancora ideato delle ricette che potessero renderli protagonisti e questa per me è stata la sfida principale” continua Elisa “inoltre mi piace sperimentare e costruire i miei piatti con materie prime di assoluta qualità e ricercatezza e proprio per questo non esiterò a partecipare alla prossima edizione del contest”.
Un’esperienza diretta, che ci invita dunque a riflettere su come i prodotti a caglio vegetale siano fonte di ispirazione e sperimentazione culinaria e possano essere versatili così come quelli a caglio tradizionale senza assolutamente perdere note di sapore o caratteristiche organolettiche.
Trovate Elisa anche su:
Twitter: https://twitter.com/Saporidielisa
Intervista ad Alessandro Dedoni
Oggi scambiamo due parole con Alessandro Dedoni, titolare dell’azienda Dedoni di cui abbiamo recentemente trattato in merito alla produzione della linea Gureu di pecorini a caglio vegetale Cynara Cardunculus.
L’azienda a conduzione familiare si trova nelle Marche, precisamente a Tolentino (MC), ma le origini dei Dedoni sono fieramente sarde. Il trasferimento ha ragioni principalmente commerciali e lavorative: “Lo spostamento dalla Sardegna alle Marche, è avvenuto, come per la maggior parte delle aziende, con la speranza di poter migliorare le proprie condizioni di vita in territori che si prestavano bene allo sviluppo di attività agropastorali e, soprattutto all’epoca, con un mercato non ancora saturo di formaggi pecorini” ci racconta il signor Alessandro.
Recente è invece l’idea di utilizzare il caglio vegetale e produrre pecorini adatti a coloro che per motivi etici o di natura religiosa rifiutano il caglio animale. “L’idea di sviluppare una linea di formaggi prodotti con caglio vegetale è stata mia in quanto, da tempo, avevo amici che seguono un’alimentazione vegetariana e che mi parlavano della problematica di non poter mangiare il formaggio, nonostante per loro fosse un prodotto molto apprezzato, ed a quel punto, dopo varie ricerche sulle differenti tipologie di caglio da adottare, ho iniziato pian piano a sviluppare questo prodotto innovativo per la nostra azienda” aggiunge Alessandro. Il nome “Gureu” rivela le origini sarde essendo il nome con cui, per l’appunto in sardo, si indicano sia il fiore sia la pianta del cardo selvatico successivamente trattato per l’ottenimento del caglio vegetale. La linea consta attualmente di formaggi aventi come minimo una settimana di stagionatura e, su richiesta, viene anche prodotta la ricotta gentile ottenuta con siero proveniente da lavorazioni esclusivamente a caglio vegetale.
Il prodotto finito dell’azienda Dedoni nasce da anni di prove e sperimentazioni, di studio e di ricerca e dall’esperienza tecnologica del signor Alessandro, maturata durante la frequenza di corsi all’Istituto Lattiero Caseario di Lodi. Tutto ciò per offrire al mercato una linea di pecorini gustativamente ed olfattivamente originali e tuttavia attenti ai consumatori più esigenti che non vogliono rinunciare al formaggio, ma anzi riscoprire il piacere di assaporarlo acquistando un prodotto anche più delicato rispetto a quello con caglio tradizionale. Caratteristiche queste che suscitano curiosità anche tra i clienti solitamente atti a richiedere prodotti con caglio animale, ma che intendono sperimentare formaggi nuovi rimanendone, poi, piacevolmente colpiti. Attualmente, infatti, il mercato ancora non richiede quantità eccessive o elevate di formaggi a caglio vegetale e la panoramica non può certo definirsi florida tuttavia è importante lavorare in una prospettiva spiccatamente ottimista illustrando ai consumatori le caratteristiche e le differenze organolettiche tra prodotti a caglio tradizionale e prodotti a caglio vegetale educando così il cliente ad una scelta consapevole e maturata con l’esperienza diretta. A proposito di futuro il signor Dedoni ci rivela “Con il tempo ho intenzione di sviluppare altri prodotti con caglio vegetale e sto già effettuando ulteriori prove in merito, questo perché credo nelle potenzialità di un consumo attento e differente, consapevole e soprattutto nel valore di un prodotto così originale.”
Purtroppo per il momento non ritroveremo l’azienda Dedoni a manifestazioni di rilevanza nazionale come “Cheese” date le dimensioni ancora ridotte del suddetto caseificio, ma i prodotti saranno reperibili ad eventi locali e naturalmente, lo ricordiamo, a Tolentino in provincia di Macerata.
Per info e contatti: dedoax@tiscali.it
Azienda Agricola Mario Dedoni
Segnaliamo oggi l’Azienda Agricola Mario Dedoni in merito alla produzione Gureu, la linea di formaggi Pecorini a caglio vegetale Cynara Cardunculus.
L’azienda, a conduzione familiare, si occupa da oltre 40 anni di allevamento ovino e pecorini di alta qualità. Originariamente sardi, trasferitisi in seguito nelle Marche, i Dedoni hanno mantenuto nel corso del tempo le tecniche artigianali e tradizionali per il trattamento e la lavorazione del latte, riuscendo a valorizzare, così, al meglio i propri prodotti. Punti forza dell’azienda sono da sempre stati la minuziosa attenzione per l’igiene degli ambienti di lavorazione, la ricercata qualità della materia prima come il latte esclusivamente derivante dagli allevamenti aziendali e l’ascolto e la soddisfazione delle esigenze dei consumatori.
Ed è stato proprio per quest’ultimo motivo che è nata la linea Gureu, formaggi pecorini a caglio vegetale Cynara Cardunculus adatti a tutti coloro i quali per motivi di natura religiosa o più semplicemente etica, nel rispetto dell’animale, scelgono un prodotto congruo alle loro credenze o scelte morali. Il nome curiosamente nasce dal fatto che Gureu in sardo sarebbe, per l’appunto, il cardo selvatico da cui vengono tratti i pistilli successivamente lavorati per l’ottenimento del caglio vegetale.
L’azienda si trova a Tolentino, in provincia di Macerata.
Per maggiori informazioni contattare l’attuale proprietario Alessandro Dedoni: –e.mail —> dedoax@tiscali.it



















